SAS TEAM TORINO

GALLERYFORUM

 

Il Softair è un gioco di ruolo applicato, cioè giocato sul campo.

Un gioco in cui le mosse non sono valutate da un Master sulla base di ipotesi e presupposti ma hanno efficacia reale e trovano riscontro con le mosse reali di altri giocatori. Si devono fare i conti con i propri riflessi, resistenza fisica e determinazione e misurare tutto questo con le risorse degli avversari. In questi ultimi anni si è avuta una crescita straordinaria in fatto di complessità e durata dei tornei, passando ad un Softair esteso nel tempo, nello spazio e nei concetti: ormai si partecipa solo più a missioni 24h e non si insegue più una classifica ma si persegue un obbiettivo. Si è avuto quindi un corrispondente innalzamento qualitativo della preparazione e dell'attrezzatura dedicata al nostro sport: GPS, visori notturni, buffetteria e gibernaggio in dotazione ai corpi speciali, capi e calzature in tessuti Hi-Tec, sono materiali ormai diffusi e il nostro sport è diventato ahimè, piuttosto costoso. Strategia, competenza e preparazione fisica e mentale sono irrinunciabili. Si devono valutare entità e disposizione delle forze avversarie, morfologia e conformazione del territorio, situazione climatica (sole, vento, pioggia, nebbia ecc.) per cercare di volgere il maggior numero possibile di questi fattori a proprio vantaggio. Ma c'è di più: si fa parte di una squadra e ci si muove e se necessario ci si "sacrifica", in funzione di questa e degli obiettivi prefissati: si vince o si perde insieme: essere colpiti per ultimi non è sempre un vanto. Per le missioni si studia la documentazione che viene fornita e si preparano piani di azione adeguati. Si provano le formazioni, si identifica l'equipaggiamento necessario nonché i ruoli dei componenti la pattuglia. Si studiano le mappe valutando le distanze per prepararsi fisicamente. In poche parole si pianifica, si prova e riprova fino a che le reazioni giuste non diventano istinto. Fatto ciò si è solo a metà lavoro perché in genere si scopre che un acquazzone ha trasformato in torrente un rigagnolo, una frana ha sconvolto il fianco della collina sulla quale si credeva di poter salire, oppure ancora una fitta nebbia impedisce di vedere i riferimenti con i quali si pensava di orientarsi. Quello che conterà allora sarà lo spirito di adattamento, la capacità di improvvisare, la voglia di riuscire e... un pizzico di fortuna!

Preparazione di una missione

Bisogna prevedere delle riunioni per confrontare e raccogliere le idee, stilare ed aggiornare i piani, assegnare le competenze etc.: conviene tenere un verbale degli argomenti trattati e delle decisioni prese. Se ci sono delle domande per gli organizzatori farne un elenco. Appena pronto distribuire il materiale informativo: leggerlo, rileggerlo e memorizzarlo.

Tale materiale conterrà:

Piani frequenze radio, sistemi di riconoscimento tramite questo mezzo e codici relativi
Sistemi di riconoscimento vocale/visivo/gestuale diurno e notturno
Zone di competenza
Definizione e coordinate dei punti sensibili
Procedure operative
Numeri di telefono
Ordini di missione
La mappa della zona di gioco

Dei punti precedenti, i primi 3 assumono particolare importanza quando si collabora con altri team. Alle riunioni è necessario aggiungere almeno un paio di sessioni di prova con notturna e bivacco, per provare i materiali e acquisire famigliarità con il buio. Sarebbe molto utile una ricognizione sul teatro delle operazioni per acquisire una certa conoscenza del territorio.

Una missione può essere analizzata nelle sue fasi principali per evidenziarne le tematiche connesse:

1. Infiltrazione è la fase in cui ci si introduce nel territorio controllato dall'avversario

Scegliere percorsi che siano il più possibile imprevisti e coperti
Disporre un primo cache dove occultare il materiale di livello 3
Man mano che ci si addentra nel territorio predisporre dei punti di riordino curando che:
Diano un buon occultamento
Si abbia una buona visuale sulla porzione più ampia possibile di territorio
Siano facilmente difendibili
Sia possibile allontanarsene velocemente

2. Recon è la fase di ricognizione del territorio e di quanto in esso è compreso

Ricognire il territorio memorizzandone morfologia, vegetazione, manufatti etc.
Osservare gli edifici edifici: porte, finestre, scale, accessibilità etc
Verificare la consistenza numerica dei difensori, loro disposizione ed atteggiamento tattico
Verificare percorsi e orari di mezzi e pattuglie

3. Concertazione in questa fase si riuniscono i vertici delle forze di interdizione

I capipattuglia con i navigatori, si riuniscono per sintetizzare le informazione raccolte nella fase recon, definendo tempi, incarichi e modalità di esecuzione dell'attacco e della fase di esfiltrazione

4. Attacco è la fase che prevede la conquista degli obiettivi identificati nella fase Recon

I chalk si dispongono sul campo secondo quanto stabilito nella fase precedente
I primi ad arrivare sono gli ultimi ad andare via in questa sequenza:
Squadre di sicurezza
Squadra di supporto/diversivo
Gruppo di fuoco
Le squadre di sicurezza assumono il controllo delle zone previste
La prima squadra crea un corridoio sicuro attraverso il quale squadra di supporto e gruppo di fuoco potranno sganciarsi dopo l'attacco
La seconda squadra isola la zona tendendo delle imboscate ai rinforzi che dovessero giungere: di solito, data la superiorità numerica di questi, devono solo rallentarne l'azione. La squadra si allontanerà in modo autonomo
La squadra di supporto cintura l'obj in modo da poter svolgere le sue funzioni:
Fornire elementi di rincalzo al gruppo di fuoco
Fungere da diversivo
Rallentare ulteriormente i rinforzi che fossero sfuggiti al gruppo di sicurezza
Il gruppo di fuoco si avvicina all'obj attaccandolo con forza, rapidità e determinazione:
È molto importante la velocità di esecuzione per non dar tempo alla difesa di organizzarsi e ai rinforzi di intervenire
Si allontanerà altrettanto velocemente, seguito dalla squadra di supporto attraverso il corridoio predisposto dalla squadra di sicurezza

5. Esfiltrazione è la fase che dovrà portare in salvo il maggior numero di operatori al termine della missione

Si cerca di raggiungere la zona assegnata in piccoli gruppi e da direzioni diverse con le seguenti precauzioni e accorgimenti
Il primo chalk che arriva, dopo aver controllato che la zona sia sicura si dispone a difesa della medesima tendendo delle imboscate sulle probabili direttrici di intervento della controinterdizione
I chalck successivi rinforzano questi presidi e via via creano un secondo anello di difesa all'interno del quale accogliere i difensori in ripiegamento dalle precedenti posizioni

Questa la teoria. Va da se che difficilmente il tutto si svolgerà con l'ordine e la precisione auspicati. In ogni caso quanto più riusciremo ad avvicinarci a questa, tanto più alte saranno le nostre possibilità di successo.

 


 

 

DESIGNED-DEVELOPED-MANTAINED BY LIONSOFT